Stücke in tedesco significa “pezzi”. “Ho contato 200 pezzi” era la frase con cui si concludeva l'appello nei campi nazisti, oppure 1.000 o 10.000 secondo la grandezza del campo. Sempre però pezzi. Non prigionieri. Tanto meno persone. Sono stati ridotti a Stücke anche i protagonisti di questo audio documentario, i siciliani deportati e internati in Germania. A più di 60 anni di distanza raccontano, alcuni per la prima volta, la loro infanzia, la povertà, la Sicilia sotto il fascismo e la guerra. L'armistizio dell'8 settembre del 1943, la cattura o lo sbandamento. L'internamento e la guerra partigiana. Il massacrante lavoro coatto, la fame, le punizioni. Lo sterminio e la difficoltà di essere, dopo, tra i sopravvissuti. La liberazione dai campi e il rientro in Sicilia, una terra dove ricordare non è stato per nulla semplice. Anzi, nel dopoguerra in Sicilia era per loro più facile dimenticare. Molte voci e molte storie diverse quelle raccontate dai siciliani, ma che, nella loro coralità, riescono a restituire la complessità del sistema concentrazionario nazista e danno la possibilità all'ascoltatore di “sentire” cosa significa essere stato ridotto a pezzi – a Stücke. |